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San Giovanni Battista
Testi a cura del prof. Giuseppe Grosssi  maggiori info autore
La chiesa parrocchiale di Luco fin dal 1747, anno della sua consacrazione al culto come risulta da una pergamena conservata nell'Archivio Parrocchiale: (trad. italiana) = " lo Domenico Antonio Brizio, Vescovo dei Marsi, ho consaerato la Chiesa e questo altare in onore dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista e vi ho incluso le reliquie dei Santi Martiri Donato e Protasio e ho concesso a tutti i fedeli cristiani che oggi la visitano, l'indulgenza di un anno e di quaranta giorni nel giorno dell'anniversario, secondo la forma consueta della Chiesa. Nel giorno ventotto maggio millesettecentoquarantasette, io Domenico Antonio, Vescovo dei Marsi " (F1NA 1981, 1-2).
  
Pur tuttavia, come risulta nel Registro delle Deliberazione Decurionali di Luco, la chiesa ancora nel 1840 mancava di parte della facciata e del coro "... la nuova chiesa trovasi mancante di facciata, e con campanile cadente. 
E perciò non capace a sostenere il peso delle campane, e soggetto ad essere scopo dell'inondazione del lago come avvenne nell'ultima escrescenza nell'anno 1817, ed il Coro non completato da quanto gli antichi procuratori e Parroci vi hanno fatto " (ACLM, RD, 46-48).
 
Di stile tardo-barocco essa presenta una pianta a croce greca con tre navate, cupola centrale ed abside quadrato nel fondo. Il suo attuale aspetto si deve ad una risistemazione successiva al terremoto del 1915, precedentemente la scalinata d'accesso era frontale ed il campanile era sistemato sopra la torre rotonda trecentesca sita sul Piazzale delle Campane (ora distrutta). 
  
La navata laterale sinistra corrisponde al sito della tardo-gotica (fine del '400) chiesa di S. Giovanni de Luco che precedette la grande chiesa settecentesca; il portale delle donne e finestre monofore cinquecentesche appartenenti alla primitiva chiesa sono ancora visibili sulla "Rua della Chiesa". 
 
Nell'interno si possono osservare, fra le esuberanti decorazioni a stucco ed affreschi tardo-barocchi, diversi quadri fra cui: nella navata destra, una pala di altare seicentesca con raffigurazione dei due santi protettori di Luco, S. Andrea con la croce ed una tinca in mano e S. Bonifacio IV papa; nell'abside, dietro uno splendido altare barocco, una grande tela con rappresentazione della Vergine Immacolata con San Francesco, attribuibile a Giuseppe Cesari (detto ll Cavalier d'Arpino), datata al 1616 ed appartenuta alla precedente chiesa di S. Giovanni. 
  
Sul fondo della navata laterale destra e collocata la bella statua cinquecentesca in legno policromo della Madonna delle Grazie, ora detta "dei Bisognosi" da poco recuperata dopo il furto nella chiesa di S. Maria delle Grazie dove era collocata sull'altare centrale. Nell'interno della sacrestia, ora "Cappella dei Miracoli", nelle pareti e volte, sono presenti le opere dell'amico Marcello Ercole dedicate ai miracoli di Gesù (Ercole c.M.).   
Dello stesso Ercole sono le numerose vetrate istoriate, fortemente volute dal parroco don Michele Morgani. Da notare, inoltre, l'imponente organo a canne settecentesco posto sopra il ballatoio ligneo dell'ingresso. Fra gli arredi sono presenti notevoli opere di argenteria abruzzese del XV e XVI secolo (croce processionale) appartenute alla chiesa benedettina di S. Maria delle Grazie.
 
 
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