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Compagnia dello Spirito Santo
PRESENTAZIONE 
 
Passati i momenti della commozione, dello stupore, e della paura di non essere all'altezza di svolgere un compito cosi delicato, quale è quello di onorare lo Spirito Santo nella propria abitazione, una volta che, la sera dell'Epifania, i sette "Signori" in carica mi hanno prescelto, mi è venuto in mente di fare un opuscolo, da distribuire a tutte le famiglie dove si parlasse un poco di questa nostra secolare tradizione, entrando anche nei particolari del senso e dello svolgimento della festa che si celebra la domenica di Pentecoste. Ho parlato di questo con il parroco, Don Michele, il quale mi ha regalato un volumetto, fatto da Don Evaristo, sulla "Storia della Compagnia dello Spirito Santo di Luco dei Marsi", tratta da un antico manoscritto rinvenuto nell'archivio parrocchiale. A questo punto mi sono domandato se non fosse stato il caso di dare la massima divulgazione a questo pregevole lavoro, per portarlo alla conoscenza di tutti i luchesi. Don Evaristo, da me interpellato ed al quale vanno tutti i miei ringraziamenti, mi ha concesso ampia libertà di usare il suo lavoro, che non mi sono permesso di variare di una sola virgola; ho solo variato ed aggiornato l'elenco dei "Signori", che non va più dal 1944 al 1982, ma va dal 1927 al 1982. Questo elenco è stato messo in ordine cronologico, almeno come risulta dalle ricerche effettuate presso i "Compari" e familiari che hanno avuto la fortuna di onorare lo Spirito Santo nelle proprie abitazioni, comunque se errore vi può essere stato, si invita a segnalarlo, come si invita tutti a ricordare per poter risalire anche a prima del 1927. 
La nuova stampa è composta da un pensiero di S.E. Mons. Armando Dini, Vescovo dei Marsi; un altro pensiero di Don Michele Morgani, parroco di Luco dei Marsi; la festa ed il suo svolgimento oggi, da me curata con l'aiuto dei "Signori" in carica; la ristampa per intero del libretto di Don Evaristo Angelini, ora parroco di Villavallelonga. La Stampa è stata arricchita con fotografie (un grazie di vero cuore a coloro che le hanno rese disponibili) raffiguranti momenti della tradizione passata, come la processione per il paese dei "canistri", ed altre foto d'epoca fatte avanti la chiesa di S. Giovanni Battista prima che venisse variata la scalinata. 


 
TESTIMONIANZA 
del Parroco
Don Michele  Morgani 
 

Avevo SENTITO PARLARE DI QUESTA FESTA DELLO Spirito Santo. Oggi, dopo poco più di sei anni che sono parroco a Luco dei Marsi, posso affermare che è una vera benedizione divina per la parrocchia. Dice S. Paolo: "Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio" (Rom. 8,14). Incontro continuamente i "Signori" in carica e quelli degli anni passati, entro spesso nelle loro case dove la "Cunetta" è l'angolo sempre amato da tutta la famiglia, con tutti si gode la gioia dei fratelli nella fede. La parrocchia deve molto a loro e trova in loro sempre persone disponibili ed impegnate. Lo Spirito Santo è la sorgente e la forza della maturità cristiana. Egli è amore ed aiuta a realizzare l'amore e a diventare amore. L'entusiasmo e il dinamismo che guida le famiglie dei "Signori dello Spirito Santo" nella lunga strada della tradizione plurisecolare è la garanzia più evidente della presenza divina e di testimonianza evangelica anche per il futuro. Scrivo oggi, festa di S. Giuseppe, l'uomo eletto attraverso il quale Cristo fu introdotto nel mondo. I "Signori dello Spirito Santo" lo imitino nella fede, nelle virtù e nel lavoro. Egli, insieme a Maria sua sposa, interceda con la sua potente preghiera perchè tutti possiamo un giorno sentirci da Gesù: "Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore" (Mt. 25,21). Mi auguro che la nuova pubblicazione rafforzi in tutta la parrocchia il grazie a Dio per cosi grande dono, l'aspirazione ad un amore sempre più perfetto, l'impegno nella pratica cristiana, la preghiera allo Spirito Santo. Luco dei Marsi, 19 marzo 1992. 


 
LA FESTA OGGI 

Dalla pubblicazione di Don Evaristo Angelini, dedicata ai Sigg. dello Spirito Santo, sulla storia della festa che si celebra dal lontano 1479 (ma potrebbe risalire anche a prima) a Luco dei Marsi a devozione dello Spirito Santo, apprendiamo che essa si è sempre svolta tra alterne vicende soprattutto per i frequenti ricorsi al re di Napoli ed al Vescovo di gente del posto che avversava l'operato della "Compagnia dello Spirito Santo" perchè, si diceva essere formata da ghiottoni che spesso creavano disordini e tumulti per il loro banchettare durante la celebrazione della festa stessa. Sappiamo anche, perà, che tutte le inchieste effettuate non hanno potuto dare ragione a questi denigratori. Ancora oggi del resto vi è chi dice male e chi dice bene. La festa va avanti sempre e comunque perchè è sicuramente ispirata dallo Spirito Santo. 

COS'È LA FESTA DELLO SPIRITO SANTO? 

A chi partecipa solo esteriormente potrebbe sembrare che essa sia una di quelle feste pagane, fatta solo dal folklore delle ciambelle, biscotti e tisichelle che vengono preparate e distribuite alla popolazione nei giorni che precedono la "Pentecoste", oppure la "Panarda", falsamente rappresentata in un omonimo romanzo del 1943, che viene consumata in tutt'altro posto, e non ha nulla a che vedere con quella che si compie a Luco dei Marsi la domenica di Pentecoste. 
La Panarda a Luco dei Marsi è il pranzo che si svolge nella casa del nuovo Signore, al quale partecipano i sette "Signori", più gli ultimi due che sono usciti gli anni precedenti, con le rispettive mogli ed al quale sono invitati i parenti più prossimi e gli amici del Signore entrante nella misura di uno a famiglia. 

LA FESTA PERO NON È QUESTA!... 

Ogni anno la famiglia che prende in consegna il simbolo dello Spirito Santo, raffigurato da un crocifisso sormontato da una colomba da custodire in una Edicola, o "Cunetta", appositamente allestita in una stanza della propria abitazione, si impegna per tre anni consecutivi ed in un'ora stabilita della giornata, a recitare la preghiera allo Spirito Santo preceduta dal canto "Santo Amore a noi venite...". L'orazione può essere iniziata solo dopo aver chiamato a raccolta, con il suono di una campanella, i fedeli del vicinato e quanti altri vogliono unirsi alla preghiera della famiglia. Ad iniziare la preghiera ed ad intonare il canto è il capo famiglia inginocchiato davanti alla "Cunetta", oppure in sua assenza la moglie o qualche altro familiare. In pratica la casa della famiglia prescelta ad onorare lo Spirito Santo diventa un luogo di culto e deve essere aperta a tutti in special modo nell'ora della preghiera. Se per qualche motivo la famiglia è costretta ad assentarsi dove provvedere a trovare un parente oppure un vicino che al proprio posto reciti la preghiera all'ora stabilita ed alla quale si unisce spiritualmente. Dal quarto anno in poi la Cunetta con un crocifisso di proprietà della famiglia e benedetto dal parroco, resterà per sempre a testimoniare che lo Spirito Santo è stato onorato in quella casa. 

...E NON È SOLTANTO QUESTO! 

Oltre alla preghiera, i sette Signori si ritrovano una domenica di ogni mese, a partecipare alla Santa Messa vespertina, al termine della quale, accompagnati dal parroco, fanno visita almeno a due famiglie del paese dove vi sono infermi, persone molto anziane, persone anziane che vivono sole, gravissimi lutti, ecc.. Il compito dei sette Signori è inoltre anche quello di essere sempre disponibili per le necessità ed iniziative della Parrocchia, compito che spesso e volentieri è portato avanti anche oltre i sette anni in un clima di armonia ed umiltà. 

QUESTA È LA FESTA 

Essa è una vera scuola di formazione e di impegno cristiano nel paese. 

SVOLGIMENTO DELLA FESTA DELLO SPIRITO SANTO 

La sera dell'Epifania i sette Compari o Signori dello Spirito Santo dopo aver ascoltato la S. Messa vespertina con il rituale "Bacio del Bambino" si ritrovano nella casa del Signore che ha ricevuto per la prima volta il Crocifisso e dopo un breve consulto, chiedendo l'ispirazione dello Spirito Santo, escono per il paese di Luco alla ricerca del nuovo Signore, nella cui abitazione andrà a stare lo Spirito Santo per tre anni consecutivi. Durante questi tre anni il Crocifisso alloggia nella Cunetta appositamente allestita. Essa viene aperta soltanto al momento dell'orazione scritta su di un libretto che viene distribuito ai fedeli al momento della preghiera, che è sempre la stessa (salvo qualche irrilevante variazione). È uso che dopo qualche settimana dal giorno in cui è stato trovato il nuovo Signore, le Comari (mogli dei Signori in carica) vanno a far visita a lui ed alla sua famiglia, recando un piccolo omaggio. Dopo cià, è premura del nuovo Signore commissionare la Cunetta in cui si porrà il Crocifisso, sormontato dalla colomba, simbolo dello Spirito Santo. Successivamente ordina in tipografia i biglietti di invito per tutta la popolazione (circa 1.700 in questi anni novanta) ed una sessantina di libretti della preghiera. I biglietti debbono essere distribuiti una ventina di giorni prima della Pentecoste. 
La nuova Comare deve preoccuparsi di preparare una sottotovaglia di raro rosso unito ed una tovaglia di lino bianco entrambe per il tavolinetto, tre centrini bianchi per la Cunetta, due vasi per i fiori freschi, due fazzoletti ricamati per pulire il Crocifisso durante il giro del Bacio e due paia di guanti bianchi. È bene cominciare a preparare le ciambelle ed i biscotti il mercoledî prima della domenica antecedente la Pentecoste. La domenica prima della Pentecoste si inizia la sistemazione degli usci (bosso) alla porta del nuovo Signore. Tale incombenza viene espletata dai sette Signori. I Signori, oltre il settimo, rimangono comunque impegnati, e collaborano alla buona riuscita della festa sia per la raccolta e sistemazione degli usci e sia per la riscossione della bussola durante tutte le Sante Messe che si celebrano in onore dello Spirito Santo. Durante i dieci giorni antecedenti la festa, le Comari (mettendosi d'accordo fra loro per i turni) si recano alla casa del nuovo Signore per collaborare all'impasto ed alla cottura delle ciambelle, delle tisichelle e dei biscotti. È costume che la popolazione si rechi a far visita al nuovo Signore, portando il cosiddetto presente, durante la settimana prima della Pentecoste. Il nuovo Signore od un suo incaricato, possibilmente nella stessa settimana, si reca alle case degli ammalati e degli infermi di Luco, nonchè alle carceri di Avezzano per la tradizionale consegna delle ciambelle, tisichelle e biscotti. Il giovedi antecedente la Pentecoste avviene la benedizione, da parte del parroco, della Cunetta nella casa del nuovo Signore. La benedizione riguarda anche tutti gli indumenti che egli deve indossare il giorno della Pentecoste. A tale cerimonia partecipano solitamente tutti i compari, comari, parenti ed altri fedeli. Nella riunione prima della festa viene invitato l'ottavo Signore che si occupa in particolare di fare da guida alla banda ed alle zampogne durante i percorsi per gli scambi che si decidono in quella riunione. Da ricordare che ai suonatori va data la busta con le ciambelle, tisichelle e biscotti. La sera del sabato prima della Pentecoste inizia effettivamente la festa. Verso le diciassette i sei Signori con la banda e le zampogne, partendo da Piazza Umberto I, si recano alla casa del primo Signore. Da qui si riparte con lo Spirito Santo e si raggiunge la Chiesa di S. Maria per assistere alla S. Messa che viene celebrata alle diciotto. Dopo la S. Messa inizia il giro del Bacio del Crocifisso, che è quello custodito dal primo Signore, per le strade della parte alta del paese. Finito il giro, lo Spirito Santo rientra nella casa del Signore ancora in carica ed ivi si consuma la cena. Domenica festa della Pentecoste. Alle ore sette e trenta c'è la S. Messa alla quale partecipano, oltre ai sette Signori in carica, anche il nuovo Signore ed i rispettivi parenti per accostarsi alla Santa Comunione. C'è da precisare che il nuovo Signore si insedia nella carica soltanto verso le ore dodici e trenta. Dopo la S. Messa mattutina i sei Signori vanno con la banda e le zampogne alla casa del primo Signore, si prende il Crocifisso e ci si reca alla Chiesa di S. Maria ove si celebra la S. Messa. Dopo la S. Messa, portando sempre il Crocifisso con ai lati i due vasi di fiori portati dal secondo e terzo Signore, si procede al cambio del secondo e terzo Crocifisso secondo le modalità tradizionali. Cioè dalla Chiesa, il Signore in carica, recando il primo Crocifisso e con ai lati il secondo e terzo Signore con i fiori in mano, si reca, preceduto dalle zampogne e dalla banda e seguito dalla processione dei fedeli, in casa del terzo Signore che dopo aver consegnato il vaso dei fiori al quarto Signore, prende dalla Cunetta il Crocifisso a lui affidato. La Processione cosi composta si reca in casa del secondo Signore il quale prende in consegna il terzo Crocifisso, mettendolo nella Cunetta al posto del secondo. Il secondo Signore con in mano il secondo Crocifisso, il primo Signore con il primo Crocifisso, il terzo ed il quarto Signore ai lati con i fiori, si recano in casa del primo Signore che alloggia il secondo Crocifisso nella sua Cunetta. A questo punto il primo Signore con il Crocifisso ed ai lati il secondo ed il terzo con i fiori in mano si recano nella Chiesa centrale per partecipare, insieme a tutti i famigliari ed al popolo, alla celebrazione della S. Messa delle ore undici. Dopo aver ascoltato la S. Messa e la solenne predica, ci si reca (accompagnati dalla banda, dalle zampogne e dalle tradizionali batterie di fuochi artificiali) alla casa del Signore nuovo dove avviene la consegna ufficiale dello Spirito Santo. Dopo i tradizionali discorsi, viene recitata, dal Signore o dalla Comare che ha completato il triennio, l'orazione allo Spirito Santo per intero. Poi segue in Chiesa la benedizione Eucaristica (detta Ringraziamento) e si canta il "Veni Creator Spiritus" che è stampato su foglietti da distribuire ai fedeli. Dopo questa cerimonia c'è il famoso pranzo tradizionale detto "Panarda". Il Crocifisso deve essere sistemato nel luogo dove si consuma il pranzo. Verso le diciassette e trenta ci si reca in Chiesa per assistere alla S. Messa e subito dopo, con musica e zampogne, viene effettuato il Bacio del Crocifisso percorrendo le strade della parte bassa del paese. Il rientro della processione in casa del nuovo Signore avviene intorno alle ventuno, il primo Crocifisso prende definitivamente posto nella Cunetta, e quindi si consuma la tradizionale cena a base di colombi riservata ai Signori dello Spirito Santo. Compatibilmente con l'ubicazione della casa dei Signori il percorso puà avere delle leggere varianti. Quando si sistema il primo Crocifisso, i Signori recitano la preghiera dello Spirito Santo cosa che avviene anche durante lo scambio degli altri Crocifissi. Per l'orazione quotidiana nelle altre due case provvedono i familiari. Con questa cena si chiude il giorno della Pentecoste. Il mattino seguente, cioè il lunedi, alle ore sette c'è la S. Messa di ringraziamento, alla quale partecipano i sette Signori con i familiari ed i fedeli per accostarsi anche alla S. Comunione. All'uscita dalla Chiesa, la nuova Comare invita tutti i presenti a casa sua a prendere il caffè. Il giorno del Corpus Domini otto Signori dello Spirito Santo debbono essere presenti alla S. Messa, vespertina perchè nella Processione che segue sono impegnati a portare il baldacchino. Il primo Signore, vestito di nero, deve portare l'ombrellino, cosa che ripete il giorno dell'Epifania per accompagnare Gesù Bambino. La riscossione che segue nel corso dell'anno serve al nuovo Signore per preparare la festa esterna l'anno successivo. Il nuovo Signore deve impegnarsi a contrattare le zampogne (spese a suo carico), il predicatore (a suo carico), la banda (a suo carico), i fuochi artificiali (pagati nella misura di metà e metà del nuovo e dal vecchio Signore). La domenica successiva alla festa della SS. Trinità è consuetudine che tutti i Signori in carica, ed anche quelli che non lo sono più, con le rispettive famiglie vanno al Santuario di Vallepietra ad ascoltare la S. Messa e ad accostarsi alla S. Comunione. Al ritorno, al culmine della montagna dove c'è la Croce, tutti insieme recitano la preghiera allo Spirito Santo. Generalmente segue una scampagnata nei prati sottostanti. Al ritorno si va tutti in casa del Signore nuovo per il ringraziamento. Cosî avviene tutti gli anni, fino a quando piacerà a DIO che questa tradizione duri, ci auguriamo che non finisca mai e che possa sempre più rafforzarsi fino alla consumazione dei secoli.
 
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