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Sulle rive dell'ex Lago Fucino
Testi a cura del prof. Giuseppe Grosssi  maggiori info autore
Dal paese si può raggiungere la frazione della Petogna, posta a circa due km di distanza e sorta sul luogo del maggiore inghiottitoio naturale del lago Fucino, l'Os Pitoniae, in antico dominato dal santuario italico-romano del dio Fucino e successivamente dalla chiesa di S. Vincenzo in Forme, detta poi "in Penna".
 
Nel luogo si notano anfratti rocciosi ed un gruppo di scogli che circondavano lo speco sotterraneo, attualmente ricoperto. Più avanti, su uno scoglio emergente sulla Circonfucense, i resti di un piccolo centro fortificato italico. La più bella descrizione dell'inghiottitoio della Petogna ci e data nel 1835 dal viaggiatore inglese Richard Keppel Craven che ci informa dell'esistenza di due Petogne, una del tipo ad assorbimento di strati di ghiaia, più vicino all'Incile, mentre dell'altro posto sotto i ruderi della chiesa di S. Vincenzo, dice: " ....Un poco più vicino a Luco si dice che esista un altro uguale emissario naturale, che è pero celato da un cumulo di rocce che si protendono nell'acqua. Il rumore che trasmette è comunque udibile ad una certa distanza.   
 
Quando lo visitai, il luogo era reso più caratteristico da innumerevoli moltitudini di serpenti [bisce acquatiche] che sulle pietre crogiolavano al sole: essi si tuffavano nell'acqua man mano che ci approssimavamo e si potevano vedere nuotare sotto la superficie intorno alla nostra barca, mentre le lingue vi dardeggiavano contro esibendo tutta la loro aggressiva violenza. Era impossibile non sovvenirsi delle tradizioni relative ai magici poteri degli antichi Marsi ed agli innumerevoli rettili che si voleva vivessero sul loro territorio."
Sopra la Petogna, sul lato destro del Vallone di S. Vincenzo, è la profonda fenditura di faglia detta localmente il "Pozzo dell'Oliararo", meta di discese speleologiche. 
Il suo orale nome è legato alla tradizione luchese che ricorda la caduta in esso di un portatore di olio con il suo asino mentre transitava, agli inizi del secolo XIX, sulla vecchia mulattiera di alta costa che portava da Luco ad Avezzano Proseguendo verso Avezzano nell'interno del Nucleo Industriale, sulla sinistra e alle balze del Monte Salviano, si notano i resti della Discenderia Maggiore dell'Emissario claudiano del Fucino inaugurato dall'imperatore Claudio nel 52 d.C. Attualmente nel luogo è stato istituito il Parco dei Cunicoli di Claudio e si può scendere dalla Discenderia Maggiore nel canale sotterraneo, previa autorizzazione dell'ARSSA (Palazzo Torlonia di Avezzano).
  
Nell'area pianeggiante, sotto la frazione avezzanese dell'Incile, nel luogo dell'imbocco fucense dell'emissario antico, si può visitare l'Incile monumentale del Torlonia, con chiuse e testata coronata dalla grandiosa statua della Madonna, Incile in cui convergono i canali collettori del Fucino. 
 
 
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